La call è andata bene. Come anticipato, erano presenti con me il rivenditore Francesco Lamberti e un tecnico collaboratore di Evoluzione Srl.
Nonostante le docenti (o comunque la scuola) fossero già in contatto con il rivenditore e avessero avuto modo di confrontarsi con lui in precedenza, le ho trovate piuttosto confuse.
Mentre parlavo delle potenzialità dei dispositivi per la realtà virtuale e della Insta360 nel creare un’esperienza coinvolgente — particolarmente apprezzata dagli studenti, soprattutto quelli delle scuole medie — sono emersi alcuni dubbi che pensavo fossero già stati chiariti dal rivenditore.
Ad esempio, domande come: “I dispositivi sono inclusi nella licenza?” oppure “Qual è la differenza tra la licenza ClassRoom e la licenza Labs?”.
Ho cercato di spiegare che la differenza principale riguarda il numero degli accessi e la presenza o meno del metaverso e di XRMeeting, ma evidentemente non sono stato abbastanza chiaro. Infatti, anche il rivenditore, al termine della call, mi ha chiesto di inviargli una documentazione il più possibile chiara per comprendere meglio la “grande differenza di prezzo” tra le due licenze.
Le docenti hanno poi espresso interesse per contenuti legati alle materie di italiano e storia. Ho cercato di valorizzare al massimo ciò che è disponibile nella library, spiegando che i modelli 3D sono neutri: anche se molti contenuti sono pensati per le scuole superiori, possono essere adattati tranquillamente anche alla primaria e alla secondaria.
Infatti, è il docente a decidere cosa inserire negli hotspot, adattando il tono e il livello di approfondimento in base agli studenti. (un impianto chimico, ad esempio, può essere spiegata sia a un bambino che a uno studente di ingegneria: il modello è lo stesso, ma cambia la profondità dei testi che arricchiscono il modello, cambia la narrazione.)
Mi hanno infine chiesto quanti contenuti sono presenti nella library, intesa come numero preciso. Sono rimasto sul vago, dicendo che sicuramente ce ne sono più di mille, e ho cercato di spiegare che la quantità è in continua evoluzione, poiché la library può essere arricchita anche dai docenti stessi. La creazione di lezioni immersive, infatti, contribuisce ad aumentare il numero complessivo dei contenuti disponibili.
Mi hanno spiegato che i ragazzi non potrebbero comunque fare uso dei dispositivi di realtà virtuale se non quelli di terza media quindi all'ultimo anno.
Mi hanno chiesto di parlare e di mostrare loro il metaverso avendomene sentito parlare mentre spiegavo la differenza tra le due tipologie di licenze, cosi lo abbiamo visto brevemente e tutto sommato mi è parso che per loro fosse interessante , in effetti per una scuola media potrebber essere un valido contenuto ma non ho la certezza che gli sia interessato, non hanno mai espresso dei giudizi espliciti ne particolarmente positivi ne negativi, come spesso accade sono rimasti per lo più in silenzio mentre ascoltavano la presentazione.
Al termine della call ho dato la piena disponibilità ad avere un nuovo incontro con loro dove magari entrare nel dettaglio di XrEditor e la creazione di lezioni immersive,una volta che le due docenti sono uscite dalla chiamata a causa di un impegno ho preseguito parlando direttamente con il rivenditore e il suo collaboratore al quale ho mostrato il processo di creazione di una lezione immersiva
Parlando con il rivenditore alla fine della call, mi è sembrato evidente che per loro avrebbe più senso optare per una licenza ClassRoom.
Potrebbero essere interessati alla componente del metaverso, ma sempre confrontandomi con il rivenditore non c'è un motivo evidente per il quale dovrebbero acquistare un numero di accessi superiore a quello effettivamente necessario. Inoltre, circa l’80% degli studenti non potrà utilizzare il visore.
A questo si aggiunge il fatto che hanno manifestato l’intenzione di acquistare anche prodotti di altre piattaforme didattiche simili alla nostra. In quest’ottica, non avrebbe molto senso insistere sull’acquisto della licenza Labs.
Riconosco che avrei dovuto rispondere in modo più preciso ad alcune domande, e infatti credo che d’ora in poi, prima di ogni call, invierò insieme al link anche una breve richiesta per sapere in anticipo se ci sono dubbi o domande specifiche.
In questo modo potrò prepararmi meglio ed evitare che domande (legittime, ma di natura contrattuale e comunque esterne alla piattaforma in sé) finiscano per togliere troppo tempo a una presentazione che è già di per sé piuttosto articolata.